Quando si parla di disabilità e lavoro, si fa riferimento ad una modalità di inserimento nelle aziende ben precisa: il collocamento obbligatorio. Il collocamento mirato dei disabili favorisce l’impiego delle persone con disabilità, prestando particolare attenzione alle attitudini dei profili. Scopriamo in questo nuovo articolo di 360Forma il collocamento obbligatorio cos’è e quali sono le categorie protette al lavoro.

Collocamento mirato dei disabili

Il collocamento obbligatorio per le categorie protette è regolamentato dalla legge 68 99 e dal D.Lgs 469/97. Secondo queste ultime, le aziende che hanno alle loro dipendenze almeno quindici impiegati, sono tenute ad assumere una persona disabile (azienda dai 15 ai 35 dipendenti). La quota di assunzione di lavoratori disabili aumenta in base alla grandezza dell’azienda. Datori pubblici e privati, con aziende provviste di 36-50 dipendenti, dovranno assumere 2 lavoratori con disabilità. Quelle sopra i 50, dovranno avere il 7% di quote a collocamento obbligatorio. Grazie ai servizi per l’impiego mirati al collocamento obbligatorio, sono stati forniti al personale qualificato tutti gli strumenti per una corretta valutazione lavorativa delle persone in possesso di una disabilità uguale o superiore al 46%. Le liste speciali, in cui sono censiti i cittadini con disabilità e idonei a procedere con il collocamento obbligatorio, sono redatte dal servizio dell’impiego stesso insieme ai servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio. In seguito vi è la fase di programmazione e attuazione degli interventi specifici, al fine di procedere con l’inserimento nel mondo del lavoro.

Per iscriversi alla lista, il disabile dovrà fornire il certificato di invalidità, con specifica del grado della stessa, e il certificato di disoccupazione, che viene rilasciato dall’Ufficio Provinciale del Lavoro.

Collocamento obbligatorio, il datore di lavoro

I titolari di aziende, che devono adempiere al collocamento obbligatorio, si devono recare al centro dell’impiego per presentare richiesta del personale al fine di ricoprire determinate posizioni. I datori di lavoro possono stipulare delle convenzioni con gli uffici competenti al fine di avviare programmi specifici. Al termine del programma, il datore avrà la responsabilità di assumere il candidato. Le convenzioni sono portate avanti tramite tirocini formativi, ampliamento di periodi di prova e assunzioni a termine. Queste possono essere stipulate anche tramite cooperative sociali, consorzi, associazioni di volontariato, con la possibilità di attuare deroghe. Ciò a seconda di età o durata e riguardo la formazione lavoro e l’apprendistato.

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