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Come affrontare un colloquio di lavoro

15 Novembre 2019

Un passo fondamentale da compiere per iniziare una possibile carriera professionale è il colloquio di lavoro. Un momento che può generare agitazione nel candidato, tanto da rischiare di vanificare ogni sforzo non raggiungendo l’assunzione. Ecco alcuni consigli di 360Forma sul come affrontare un colloquio di lavoro con qualche sicurezza in più.

Come affrontare un colloquio di lavoro

Per affrontare al meglio un colloquio di lavoro bisogna arrivare ben preparati il giorno dell’appuntamento, osservando qualche semplice ed efficace suggerimento:

  • Essere puntuali: la puntualità è un biglietto da visita importante, arrivare in ritardo farebbe credere al recruiter che siete delle persone poco affidabili. È consigliabile giungere al posto del colloquio qualche minuto prima dell’ora prevista, ma non più di 15 minuti per non indisporre il personale dell’azienda.
  • Informarsi sull’azienda: nel momento in cui siamo interessati a una data posizione lavorative, per la quale riusciamo a ottenere un colloquio di lavoro, fondamentale raccogliere quante più informazioni possibili su di esso. Arrivare preparati eviterà inevitabili brutte figure!
  • Cura del look: la prima impressione è quella fondamentale. Essere ben curati sarà un ottimo biglietto da visita per il vostro possibile datore di lavoro.
  • Sfruttare le attese a proprio vantaggio: mentre si attende il proprio turno per essere ricevuti, è consigliabile studiare l’ambiente in cui ci si trova. Sono proprio i dettagli a darci informazioni sull’azienda e sui possibili colleghi con cui si dovrà lavorare. L’attesa dovrà essere passata in maniera composta, evitando di stare attaccati al telefono o portare amici/familiari con sé.
  • Linguaggio del corpo: il nostro corpo parla per noi e trasmette emozioni a chi abbiamo di fronte. Una stretta di mano sicura, non troppo forte o debole, braccia sciolte e mai conserte o in tasca, schiena dritta e sguardo alto verso l’interlocutore. Non bisogna gesticolare, ma rilassare i muscoli e sentirsi a proprio agio per trasmettere tranquillità.

Domande colloquio di lavoro

Durante un colloquio di lavoro, le domande che vengono poste dal recruiter mireranno a carpire più informazioni possibili in un breve lasso di tempo dal candidato. Dal mettere alla prova le capacità di ragionamento al sondare il terreno per comprendere se la risorsa umana è valida per la posizione disponibile, le domande che potrebbero esser poste possono essere diverse. È fondamentale ricordare che sia il recruiter che il candidato si troveranno in una situazione di forte stress, quindi toccherà al secondo cercare di “impressionarlo” positivamente, mettendolo a suo agio.

  • Presentati: la prima domanda, quella che dovrebbe servire a rompere il ghiaccio, è sempre a stessa: parlaci di te. Prepara una tua mini presentazione in tre minuti, dove percorri le tue esperienze lavorative senza perderti in dettagli futili. Ciò ti aiuterà ad essere più sicuro agli occhi del recruiter.
  • Cosa sai fare bene? Che traguardi hai raggiunto? Perché dovremmo scegliere lei?: qua entra in gioco la tua capacità di dimostrare che il posto di lavoro offerto corrisponde a ciò per cui sei portato. Anche in questo caso è consigliabile arrivare già preparati e dimostrare di voler crescere nell’ambito in cui ci si propone. La volontà di voler studiare e verticalizzarsi è un elemento molto importante all’interno di un’azienda.
  • Domande inaspettate: potrebbe capitare che il recruiter ponga domande complesse. Queste gli serviranno per mettere alla prova le capacità del candidato di risolvere situazioni incresciose. Non esisteranno risposte corrette, ma capacità di ragionamento e sangue freddo.
  • Porre quesiti intelligenti: durante il colloquio di lavoro, fondamentale sarà ascoltare bene il nostro interlocutore per porre domande sensate sulla professione. Molto apprezzate, infatti, sono le domande intelligenti per comprendere qualcosa in più sulla posizione scelta, supportate da conoscenze pregresse sull’azienda.

Colloquio di lavoro, qualche ultimo consiglio

    • Dimostrarsi flessibili, evitando di aprire l’argomento retribuzione: la flessibilità è una caratteristica che molte aziende cercano. Se ci si dimostra disponibili, il datore di lavoro è rassicurato sul fatto che potrà contare sulla propria risorsa. Da non menzionare, se non lo farà per primo il recruiter, l’argomento stipendio. Risulterebbe poco elegante e svaluterebbe la posizione lavorativa interessata.
    • Congedo: ringraziare sempre chi ha investito del tempo per ascoltarci, augurando una buona giornata e un buon lavoro.

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