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Coordinatore della sicurezza: chi è e quali compiti ha

rspp in cantiere
21 Maggio 2021

Il coordinatore della sicurezza è la figura professionale che si occupa del coordinamento tra le varie imprese impegnate nei lavori e ridurre i rischi sul lavoro.

Quella del coordinatore sicurezza è quindi una figura chiave per la corretta esecuzione dei lavori perché svolge importantissimi sia nella fase progettuale che nella fase esecutiva.

Differenze tra CSP e CSE.

Come previsto dal dlgs 81/2008, il coordinatore sicurezza ricopre ruoli operativi in fase di esecuzione e in fase di progettazione dei lavori. In fase di progettazione è denominato coordinatore sicurezza in fase di progettazione (CSP),  in fase di esecuzione coordinatore sicurezza in fase di esecuzione o coordinatore dell’esecuzione (CSE).

Le due figure sono differenti in quanto:

  • il CSP redige il piano di sicurezza e coordinamento (PSC), documento mediante il quale si progetta la sicurezza in cantiere; il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori
  • il CSE verifica l’attuazione del piano di sicurezza e coordinamento per tutta la durata dei lavori con opportune azioni di coordinamento e controllo; la corretta applicazione delle procedure di lavoro.

I compiti del CSE sono regolamentati dall’art. 92 del dlgs 81/2008 e sono:

  • verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni loro pertinenti contenute nel PSC (piano di sicurezza e di coordinamento) ove previsto e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro
  • verificare l’idoneità del POS (piano operativo di sicurezza), da considerare come piano complementare di dettaglio del PSC, assicurandone la coerenza con quest’ultimo
  • adeguare il PSC e il fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere
  • verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi POS
  • organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione
  • verificare l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere
  • segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni del testo unico sulla sicurezza alle prescrizioni del PSC
  • proporre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto, se ritenuto opportuno. Al riguardo, se il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore dell’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro
  • sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate

Quando è necessaria la nomina coordinatore di sicurezza?

La nomina coordinatore di sicurezza è necessaria tutti i cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea.

Il committente o il responsabile dei lavori deve nominare il coordinatore della sicurezza prima dell’affidamento dei lavori (art. 90 comma 4 del dlgs 81/2008). Nei casi invece in cui i lavori siano affidati inizialmente ad un’unica impresa e successivamente l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese, diventa obbligatorio la nomina del CSE (art. 90 comma 5 del dlgs 81/2008).

Requisiti per diventare coordinatore per la sicurezza

Per svolgere questo incarico bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti professionali:

  • laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM- 69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno
  • laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8,9,10,4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonché attestazione, da parte i datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni
  • diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.

Inoltre, il coordinatore per la sicurezza deve essere in possesso di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, ad un corso in materia di sicurezza e deve rispettare gli obblighi dell’aggiornamento professionale previsto dai regolamenti nazionali e dalle circolari degli ordini professionali di appartenenza.

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