Nel proprio percorso di formazione, ogni studente si troverà prima o poi ad avere a che fare con un tirocinio formativo. Esso serve a mettersi in contatto con il mondo del lavoro, formare una risorsa e, nei casi più fortuiti, inserire quest’ultima all’interno di una azienda od organizzazione. Una tipologia di formazione pratica, che mette alla prova le capacità della persona e ne delinea le attitudini. Cosa c’è di più chiarificatore del mettersi in discussione in ciò che vorremmo fare? Esistono, in più, due tipologie di tirocinio: curriculare ed extra curriculare. Ma quali sono le differenze tra le due tipologie? Andiamo a scoprirlo in questo nuovo articolo di 360Forma.

Tirocinio curriculare e Tirocinio extracurriculare, quali differenze?

Quali sono le differenze tra un tirocinio curriculare e un tirocinio non curriculare? Per quanto riguarda il normale svolgimento delle mansioni, nessuna. Cambia però il metodo di adesione allo stesso.

Il tirocinio curriculare è contenuto all’interno di un percorso di studi universitario. Il tirocinio formativo, concordato con l’azienda, fornirà allo studente dei crediti al termine delle ore previste dal piano di studi. Questo percorso permetterà all’allievo di mettere in pratica quanto appreso in università, confrontandosi attivamente con le materie trattate e concretizzandone l’entità. Al termine della formazione, si tireranno le somme su quanto appreso e verranno rilasciati i crediti necessari per completare la carriera universitaria. Per fare un esempio, possiamo accostarlo ai progetti di alternanza scuola-lavoro, perpetrati nelle scuole superiori.

Il tirocinio extracurriculare o non curriculare viene fornito tramite un percorso di inserimento o re-inserimento nel mondo del lavoro per il candidato. Non ha limiti di età ed è rivolto a soggetti inoccupati o disoccupati. È, per legge, retribuito con un minimo di almeno €300 mensili lordi previsti nel contratto stage. Il titolare dell’azienda può decidere anche di aumentare il budget dovuto al tirocinante.

Tirocinio corrisponde sempre ad assunzione?

Purtroppo, non tutti i tirocini portano a un’assunzione effettiva all’interno del’azienda. I motivi possono essere i più vari, andiamo a vederne alcuni:

  • La risorsa non si è rivelata idonea alla posizione disponibile: può capitare che le attitudini del candidato non riescano a conciliarsi con i bisogni dell’azienda, se il puzzle non si incastra non si può far granché per rimediare;
  • Mancanza di budget: conti alla mano, possono accadere periodi di inaspettata carenza di budget e le esigenze dell’azienda di assumere fanno marcia indietro sui loro passi;
  • Furbizia dei datori di lavoro: quanto fa comodo avere degli stagisti che lavorano a basso costo? Alcuni proprietari di azienda non molto onesti sfruttano lo zelo iniziale dei candidati per preservare i soldi in tasca, nonostante ci sia il concreto disagio di dover formare ogni volta risorse nuove;
  • Ultima ma non ultima, la motivazione umana: quando a pelle, tra datore di lavoro e risorsa, non si riesce a stabilire una serenità e coesione di intenti. Siamo esseri umani e bisogna lavorare in ambienti dove ci sia almeno un minimo di armonia e chi più di un datore di lavoro può volerla e stabilirla.

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