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Fondo For.agri: cos’è e come funziona

uomo lavora la terra
Alessia Antonucci
24 Novembre 2022

For.agri è l’acronimo di Fondo paritetico nazionale interprofessionale per la formazione continua in agricoltura. Costituito dopo l’accordo nazionale firmato da Confagricoltura, Coldiretti, Cgil, Cisl, Uil e Confederdia – ai sensi dell’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive modifiche e integrazioni – il Fondo ha ottenuto l’autorizzazione a operare dal Ministero del Lavoro (decreto 28 febbraio 2007).

A chi si rivolge? Tale Fondo paritetico nazionale, senza scopo di lucro, è rivolto alle imprese, e ai loro lavoratori, attive nel settore agricolo. Tuttavia, l’adesione al Fondo è consentita anche a coloro non impegnati nell’ambito dell’agricoltura ma che, comunque, scelgono di aderirvi. Come i datori di lavoro e le imprese che operano col sistema/flusso:

  • Uniemens
  • DMag-Unico.

Vediamo, quindi, cosa promuove il Fondo paritetico nazionale per la formazione continua in agricoltura e, nello specifico, come aderirvi.

Cosa promuove e finanzia il For.agri

Sostenere gli obiettivi di sviluppo, di qualificazione produttiva e occupazionale: sono queste le direttrici lungo le quali si muove il For.agri. I possibili beneficiari sono sia le aziende e i rispettivi lavoratori che danno sostentamento, forza e sviluppo al settore agricolo sia quanti hanno scelto di aderire al fondo, ai sensi del comma 3, art. 118, legge n. 388 del 23 dicembre 2000 e successive modifiche e integrazioni.

Nello specifico, in base alla sopracitata legge, il Fondo interprofessionale For.agri si occupa di finanziare e di promuovere piani formativi:

  1. Aziendali e/o aziendali di gruppo (il primo si riferisce alla singola azienda, l’altro alle aziende collegate per statuto o bilancio).
  2. Territoriali (stesso territorio).
  3. settoriali (settore specifico).

Devono essere concordati tra le parti sociali. A questi si aggiungono possibili altre attività, correlate direttamente a tali piani, previo accordo delle parti sociali.

Per sostenere e sviluppare, in modo opportuno ed efficace, la formazione continua a livello nazionale, il For.agri adempie, per i beneficiari, alle funzioni di indirizzo, coordinamento, monitoraggio e verifica.

Adesione a For.agri: cosa fare

L’adesione a tale Fondo interprofessionale dell’agricoltura è uno degli step importanti per le aziende che vogliono puntare e sostenere la formazione continua dei propri dipendenti. Un processo di investimento, quindi, sulla forza lavoro, sul talento, sulla qualificazione e sulla riqualificazione dei lavoratori.

Come aderire, dunque, al For.agri? L’azienda destina al Fondo il contributo dello 0,30% – si tratta del “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”, come previsto dalla legge n. 845 del 21 dicembre 1978 – da versare all’Inps. In ogni caso, l’azienda non deve supportare alcun costo aggiuntivo.

Seguendo le procedure previste dalle modalità di accesso, all’impresa è concessa l’opportunità di ottenere dei finanziamenti dal For.agri. Somme stanziate ai beneficiari, quindi, per attuare progetti di formazione continua rivolti ai dipendenti. Tappa, inoltre, fondamentale che si inserisce nella formazione finanziata, definita dall’azienda in base al Fondo interprofessionale – in questo caso al For.agri – a cui vuole aderire.

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For.agri conto formazione

Formazione continua, dicevamo. Nello specifico, come riportato nell’avviso n. 1 del 2020, tale Fondo è destinato a:

  • Dipendenti a tempo indeterminato/determinato
  • Apprendisti
  • Lavoratori svantaggiati e disabili
  • Lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e/o in contratti di solidarietà difensiva, classe integrazione salariale operai agricoli (CISOA).

Per questi dipendenti, la formazione finanziata da questo Fondo interprofessionale avviene attraverso 3 sistemi, ossia:

  1. Avvisi: permettono di sostenere la formazione, tranne quella obbligatoria. Si può partecipare, quindi, rispondendo agli avvisi con la candidatura di progetti.
  2. Conto formativo aziendale (CFA) comprende tutti i tipi di formazione considerate e valutate congrue dall’azienda. Pertanto possono esservi anche quelle di tipo obbligatorio. La richiesta di apertura del CFA può essere effettuata dai datori di lavoro, con contribuzione al Fondo di almeno mille euro all’anno o 3.000 euro nel triennio.
  3. Voucher formativi presenti sul catalogo For.agri.

La formazione aziendale è un asse importante per la crescita della propria forza lavoro che ha ripercussioni positive sull’azienda stessa, sul suo sviluppo e sul raggiungimento degli obiettivi.

Come visto, nel settore agricolo, con il For.agri la formazione può essere completamente finanziata. Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a un ente di formazione finanziata abilitato come 360 Forma, così da potersi muovere in completa sicurezza e formare il proprio personale in maniera adeguata.