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Graduatorie GPS 2026 e certificazioni informatiche, cosa potrebbe cambiare davvero

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23 Dicembre 2025

In vista del prossimo aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026–2028, cresce l’attenzione sulle possibili novità relative alla valutazione delle certificazioni informatiche.

Nei giorni scorsi, infatti, sono circolate anticipazioni — emerse da tavoli tecnici, report sindacali e dal parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione — che delineano un cambio di approccio rispetto al passato: maggiore attenzione alla qualità delle competenze digitali e agli enti certificatori.

Non si tratta ancora di norme definitive, ma il quadro che sta emergendo è sufficientemente chiaro da consentire alcune riflessioni utili per chi intende prepararsi per tempo all’aggiornamento GPS 2026.

Certificazioni informatiche GPS: verso un nuovo criterio di valutazione

Negli ultimi bienni, tutte le certificazioni informatiche sono state valutate in modo uniforme: 0,5 punti ciascuna, fino a un massimo di 2 punti, senza distinzione sostanziale tra titoli molto diversi per struttura, esame e contenuti.

Le anticipazioni relative alla bozza di Ordinanza Ministeriale per le GPS 2026–2028 indicano invece una possibile evoluzione del sistema, orientata a:

  1. valorizzare certificazioni strutturate e verificabili;
  2. ridurre il peso dei titoli generici o non allineati a standard europei;
  3. premiare competenze digitali realmente spendibili nella didattica.

Al centro di questa evoluzione si collocano due elementi chiave: l’accreditamento Accredia e i framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu.

Il ruolo di Accredia: perché diventa centrale

Uno dei punti più rilevanti emersi dalle anticipazioni riguarda l’introduzione di un criterio stringente: per ottenere nuovi punti nelle GPS 2026, potrebbero essere valutate solo le certificazioni rilasciate da enti accreditati da Accredia.

Accredia è l’ente unico nazionale di accreditamento e ha il compito di verificare che gli organismi di certificazione operino secondo standard internazionali, con:

  • esami tracciati e verificabili;
  • procedure di controllo e audit periodici;
  • possibilità di sospensione o revoca dell’accreditamento in caso di irregolarità.

L’obiettivo dichiarato del Ministero è superare definitivamente il fenomeno dei cosiddetti “certificatifici”, che negli anni passati ha sollevato numerose criticità.

DigComp 2.2 e DigCompEdu: cosa sono e perché contano

Accanto all’accreditamento dell’ente, un secondo elemento sembra destinato a diventare decisivo: l’allineamento ai framework europei.

  • DigComp 2.2 definisce le competenze digitali del cittadino, con livelli progressivi di padronanza;
  • DigCompEdu è invece specifico per docenti ed educatori e valuta l’uso consapevole delle tecnologie nella didattica, nella valutazione e nella progettazione educativa;

Secondo le ipotesi più accreditate al momento:

  • le certificazioni conformi al DigComp 2.2 potrebbero valere 0,5 punti;
  • le certificazioni DigCompEdu potrebbero essere valutate 1 punto;
  • il punteggio massimo complessivo resterebbe pari a 2 punti.

Importante: per i docenti non è previsto il DigComp 2.2/CIAD, che resta un riferimento per il personale ATA.

Cosa succede alle certificazioni già inserite?

Su questo punto, il Ministero ha fornito un chiarimento importante.
Le certificazioni informatiche già dichiarate e valutate nei precedenti aggiornamenti GPS restano valide.

In altre parole:

  • il punteggio acquisito non si perde;
  • non è necessario ripetere titoli già riconosciuti;
  • le nuove regole riguarderebbero solo l’attribuzione di nuovi punti.

Questa impostazione è stata ribadita anche nel parere del CSPI, che ha tuttavia segnalato il rischio di penalizzare chi si certifica oggi con percorsi più rigorosi ma con un punteggio complessivo ancora limitato.

I nodi ancora aperti: punteggio e scenari possibili

Nonostante l’indirizzo generale sia abbastanza chiaro, restano alcune questioni aperte:

  • 2 punti sono sufficienti?
    Molti osservatori ritengono sproporzionato che certificazioni ottenute in passato con requisiti minimi mantengano lo stesso peso di titoli oggi molto più strutturati.
  • Ci sarà una differenziazione per livelli?
    Il CSPI ha ipotizzato un sistema simile a quello delle certificazioni linguistiche, con punteggi crescenti in base al livello di competenza DigComp.
  • Ci sarà una fase transitoria?
    I sindacati chiedono gradualità per tutelare chi ha investito recentemente in formazione seguendo le regole precedenti.

Al momento, però, nessuna decisione è definitiva. Il testo ufficiale dell’Ordinanza sarà l’unico riferimento normativo valido.

GPS 2026: cosa conviene fare adesso

In attesa della pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale, il quadro può essere sintetizzato così:

  1. se hai già certificazioni informatiche, il punteggio è salvo;
  2. se vuoi ottenere nuovi punti, orientati solo su certificazioni: rilasciate da enti accreditati Accredia e allineate ai framework DigComp, in particolare DigCompEdu;
  3. se stai pianificando un percorso, privilegia titoli coerenti con la didattica e con le indicazioni europee.

Prepararsi in anticipo, oggi, significa ridurre il rischio di investire in titoli che potrebbero non essere più valorizzati domani.

Le Graduatorie GPS 2026 potrebbero segnare un passaggio importante verso un sistema più serio, controllato e meritocratico nella valutazione delle competenze digitali dei docenti.

L’orientamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito sembra chiaro: meno titoli generici, più competenze reali, certificate secondo standard europei e da enti accreditati.

In questo scenario in evoluzione, informarsi e scegliere con consapevolezza diventa la vera strategia per arrivare all’aggiornamento GPS preparati e senza sorprese.