Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore le nuove Linee guida sulla formazione continua dei periti industriali, approvate dal Consiglio Nazionale Periti Industriali con delibera n. 212/21 del 16 ottobre 2025.
Si tratta di un aggiornamento rilevante per tutti gli iscritti: non cambia solo l’impianto normativo, ma vengono introdotte nuove modalità operative, controlli più strutturati e una maggiore attenzione alla qualità della formazione per il conseguimento dei CFP per i periti industriali.
L’obiettivo dichiarato del documento pubblicato il 28 ottobre 2025 è chiaro: uniformare le procedure, rafforzare il sistema di controllo e digitalizzare i processi, rendendo la formazione continua più trasparente e verificabile.
Vediamo, nel concreto, cosa cambia per i periti industriali e come adeguarsi alle nuove regole.
Cosa cambia nel 2026 per la formazione dei periti industriali
L’aggiornamento 2026 interviene su diversi aspetti della formazione professionale continua, introducendo una struttura più rigorosa ma anche più coerente con l’evoluzione digitale.
Le nuove linee guida puntano a:
- standardizzare le modalità di erogazione dei corsi;
- migliorare la qualità degli eventi formativi;
- garantire una maggiore tracciabilità dei CFP;
responsabilizzare sia i professionisti sia gli enti formatori.
Per i periti industriali, questo significa una gestione più consapevole del proprio percorso formativo, ma anche la necessità di prestare maggiore attenzione alla scelta degli eventi.
Nuove regole per gli eventi formativi: durate minime e riconoscimento CFP
Uno degli aggiornamenti più concreti riguarda la definizione delle durate minime degli eventi formativi, necessarie per poter attribuire correttamente i CFP.
Le nuove linee guida distinguono in modo più preciso tra:
- seminari e convegni
- corsi di formazione
e introducono criteri differenti in base alla modalità:
- formazione in presenza
- formazione a distanza (FAD)
Questo passaggio è fondamentale perché stabilisce quando un evento può essere considerato valido ai fini della formazione continua. In altre parole, non tutti gli eventi sono automaticamente “spendibili”: devono rispettare requisiti minimi ben definiti.
FAD: più qualità e controlli più stringenti
La formazione a distanza assume un ruolo ancora più centrale, ma con regole più precise.
Le nuove linee guida introducono requisiti tecnici e qualitativi più rigorosi per la FAD, tra cui:
- verifiche intermedie e finali dell’apprendimento;
- tracciabilità completa della partecipazione;
- utilizzo di standard tecnologici come SCORM e piattaforme LMS.
Questo significa che la FAD non è più una modalità “semplificata”, ma deve garantire lo stesso livello di qualità della formazione in presenza.
Per i periti industriali è un’opportunità importante: poter accedere a formazione flessibile, ma con standard certificati e riconosciuti.
CFP deontologici periti industriali: più attenzione all’etica e alla previdenza
Un altro punto centrale riguarda l’area deontologica.
Le nuove linee guida prevedono:
- l’obbligo di acquisire CFP deontologici periti industriali;
- un limite (cap) specifico per i crediti legati alla previdenza;
- il riconoscimento di EPPI come ente primario per la formazione previdenziale.
In particolare, gli eventi formativi organizzati da EPPI vengono riconosciuti automaticamente, semplificando l’accesso a questo tipo di aggiornamento.
Questo rafforza l’idea che la formazione non sia solo tecnica, ma comprenda anche aspetti etici, normativi e previdenziali fondamentali per la professione.
La nuova figura del Tutor ordinistico
Tra le novità più interessanti troviamo l’introduzione del Tutor ordinistico.
Si tratta di una figura con funzioni di supporto e monitoraggio delle attività formative, che contribuisce a:
- garantire la qualità dei percorsi formativi;
- supportare i professionisti nell’orientamento;
- migliorare il collegamento tra Ordine e iscritti.
Le attività svolte dal tutor possono inoltre essere riconosciute ai fini formativi, introducendo nuove opportunità di coinvolgimento per gli iscritti.
Controlli più strutturati: arriva il monitoraggio preventivo
Le nuove linee guida introducono anche un sistema di monitoraggio preventivo annuale sugli iscritti.
Questo significa che:
- la posizione formativa viene controllata con maggiore anticipo;
- eventuali carenze vengono individuate prima che diventino criticità;
- si riduce il rischio di sanzioni o irregolarità.
Per i professionisti, questo si traduce in una maggiore responsabilità nella gestione dei propri CFP, ma anche in una maggiore trasparenza del sistema.
Il ruolo del Consiglio Nazionale Periti Industriali e degli enti formativi
Il Consiglio Nazionale Periti Industriali rafforza il proprio ruolo di coordinamento e controllo, mentre gli enti formatori – incluse realtà come l’Associazione Periti Industriali e i provider accreditati – devono adeguarsi a standard più elevati.
Questo porta a una selezione naturale dell’offerta formativa: meno quantità, più qualità.
Per i periti industriali diventa quindi fondamentale scegliere corsi realmente conformi alle nuove linee guida.
Formazione continua nel 2026: cosa devono fare i periti industriali
Alla luce di questi aggiornamenti, il consiglio operativo è semplice: non aspettare l’ultimo momento.
Le nuove regole richiedono:
- pianificazione anticipata dei CFP;
- attenzione alla qualità degli eventi;
- utilizzo consapevole della FAD;
- monitoraggio costante della propria posizione formativa.
In questo scenario, affidarsi a enti strutturati che offrono percorsi aggiornati e conformi alle nuove normative diventa una scelta strategica, non solo per essere in regola, ma per valorizzare davvero la propria professionalità.
Le nuove Linee guida formazione continua periti industriali 2026 segnano un passaggio importante: da un sistema basato principalmente sull’obbligo a un modello più evoluto, orientato alla qualità e alla tracciabilità.
Per i professionisti cambia il modo di approcciarsi alla formazione: non più solo accumulare crediti, ma costruire un percorso coerente, aggiornato e riconosciuto.
Perché oggi, anche per i periti industriali, la formazione continua è sempre più parte integrante della professione.