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TFA sostegno 2026 (XI ciclo): pubblicato il DM 926 26 giugno 2026. Al via i bandi degli atenei.

tfa sostegno 2026 XI ciclo
360Forma
29 Aprile 2026

Il bando TFA 2026 è ufficialmente avviato con la pubblicazione del Decreto ministeriale 926 del 26 giugno 2026. Le procedure di selezione avranno inizio a luglio 2026.

Le università pubblicheranno nei prossimi giorni i propri bandi di concorso, che conterranno i dettagli definitivi su costi, requisiti di accesso (secondo le tabelle ministeriali), modalità di presentazione della domanda e programmi di studio specifici. È vivamente consigliato monitorare quotidianamente il sito dell’università di interesse. Tutti i percorsi formativi dell’XI ciclo dovranno concludersi tassativamente entro il 30 giugno 2027.

Quanti sono i posti per il TFA Sostegno 2026?

I posti autorizzati per l’XI ciclo, definiti dal DM 926/2026 (Tabella A), sono 30.241, così suddivisi:

Ordine e grado Posti disponibili
Scuola dell’infanzia 4.553
Scuola primaria 11.698
Scuola secondaria di I grado 4.842
Scuola secondaria di II grado 9.148
Totale 30.241

Calendario prove preselettive TFA Sostegno 2026

L’accesso al TFA Sostegno avviene tramite una selezione articolata in tre fasi: prova preselettiva, prova scritta e prova orale. Il Ministero ha ufficializzato il calendario delle prove preselettive:

  • 14 luglio 2026: Scuola dell’infanzia
  • 15 luglio 2026: Scuola primaria
  • 16 luglio 2026: Scuola secondaria di I grado
  • 17 luglio 2026: Scuola secondaria di II grado

Chi può essere esonerato dalla prova preselettiva

Oltre alle categorie già previste (candidati con disabilità ≥ 80% e situazioni di soprannumero dai cicli precedenti), è confermato che i docenti che nei 10 anni scolastici precedenti hanno svolto almeno 3 annualità di servizio, anche non consecutive, sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura, sono ammessi direttamente alla prova scritta.

Ammissioni in soprannumero

Il decreto disciplina l’ammissione diretta (senza superare le procedure selettive) per i candidati “idonei” dei cicli precedenti, ovvero coloro che:

  • Hanno sospeso il percorso o non hanno perfezionato l’iscrizione pur essendo in posizione utile.
  • Sono risultati vincitori di più procedure e hanno esercitato le relative opzioni.
  • Sono risultati inseriti nelle graduatorie di merito, ma non in posizione utile.

Nota: Questi candidati sono generalmente ammessi presso la sede in cui hanno sostenuto le prove, salvo accordi o convenzioni specifiche tra università.

Novità didattiche

  • Didattica a distanza: In via sperimentale, gli atenei possono erogare fino al 20% del monte ore complessivo in modalità telematica.
  • Obblighi in presenza: Rimane l’obbligo integrale di frequenza per le attività di laboratorio e di tirocinio (300 ore complessive).
  • Percorsi abbreviati: È confermata la possibilità di attivare percorsi abbreviati per chi è già in possesso di un titolo di specializzazione su altro grado, previo riconoscimento delle competenze già acquisite da parte delle università.Leggi la guida completa di 360Forma per tutte le informazioni.

Cos’è il TFA Sostegno 2026

Il TFA Sostegno è il percorso universitario che consente di conseguire la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Non si tratta di un semplice corso di preparazione e non è un concorso per l’assunzione diretta. È una selezione di accesso a un percorso universitario: chi supera le prove entra nel corso, frequenta le attività previste, svolge il tirocinio e, al termine, consegue il titolo di specializzazione sul sostegno.

Il titolo permette di lavorare come docente specializzato sul sostegno e consente l’inserimento nella relativa fascia delle graduatorie per le supplenze, secondo le finestre e le regole ministeriali vigenti.

Quando esce il bando TFA Sostegno 2026?

Il 26 giugno 2026 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 926 che ha ufficializzato il numero complessivo di 30.241 posti a livello nazionale, distribuendo le disponibilità tra i vari gradi di istruzione (Fase 3). Si attendono ora i bandi dei singoli Atenei (Fase 4).

Fase Periodo previsto Cosa succede
Fase 1 – Nota MUR di avvio 14 aprile 2026 Avvio dell’XI ciclo e comunicazione del fabbisogno nazionale
Fase 2 – Proposte degli atenei 23 aprile – 7 maggio 2026 Le università inseriscono i corsi nella Banca Dati RAD-SUA CdS
Fase 3 – Decreto attuativo MUR dopo il 7 maggio 2026 Definizione operativa di posti, sedi e calendario
Fase 4 – Baandi dei singoli atenei verosimilmente tra fine maggio e giugno 2026 Ogni università pubblica domanda, scadenze, costi e modalità
Fase 5 – Prove di accesso estate 2026, date da confermare Preselettiva, scritto e orale
Fase 6 – Avvio dei corsi da confermare Le attività partiranno secondo il calendario dei singoli atenei

Il punto importante è questo: non bisogna attendere il bando per iniziare a prepararsi, perché tra pubblicazione del bando, scadenza della domanda e prove potrebbero passare poche settimane.

Quanti sono i posti per il TFA Sostegno 2026?

I posti autorizzati per l’XI ciclo sono 30.241, così distribuiti:

Ordine e Grado Posti Autorizzati
Scuola dell’Infanzia 4.553
Scuola Primaria 11.698
Scuola Secondaria di I Grado 4.842
Scuola Secondaria di II Grado 9.148
TOTALE 30.241

La ripartizione regionale e per singole università è disponibile nell’allegato Tabella A.

Requisiti per accedere al TFA Sostegno 2026

I requisiti cambiano in base all’ordine di scuola per cui si intende conseguire la specializzazione. Il riferimento principale resta il quadro normativo sui percorsi di specializzazione sul sostegno, a partire dal DM 92/2019.

Requisiti per scuola dell’infanzia e primaria

Per accedere al TFA Sostegno per infanzia e primaria è necessario possedere uno dei seguenti titoli:

  • laurea in Scienze della Formazione Primaria;
  • diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • titolo estero riconosciuto equivalente secondo la normativa italiana.

Chi possiede un titolo estero deve prestare particolare attenzione alle indicazioni del bando universitario, perché ogni ateneo specificherà documentazione, riconoscimento e modalità di presentazione della domanda.

Requisiti per scuola secondaria di I grado

Per la scuola secondaria di I grado è richiesto un titolo che dia accesso a una classe di concorso del relativo grado.

In pratica, il candidato deve possedere:

  • laurea magistrale, laurea a ciclo unico o titolo equipollente;
  • eventuali CFU richiesti per l’accesso alla specifica classe di concorso;
  • oppure abilitazione specifica per una classe di concorso del grado interessato.

Il punto da chiarire è importante: non basta avere una laurea magistrale in senso generico. La laurea deve consentire l’accesso ad almeno una classe di concorso del grado per cui si presenta domanda, con tutti gli eventuali esami o CFU integrativi richiesti.

Requisiti per scuola secondaria di II grado

Per l’XI ciclo 2026 non sono stati autorizzati posti per la scuola secondaria di II grado.

Questo significa che, salvo aggiornamenti successivi o particolarità contenute nel decreto attuativo, chi voleva partecipare per il II grado non troverà posti disponibili nel canale ordinario TFA Sostegno XI ciclo.

Requisiti per ITP

Per gli Insegnanti Tecnico-Pratici resta centrale il possesso del titolo valido per l’accesso alla specifica classe di concorso, secondo le tabelle ministeriali. Il MIM indica che il diploma di scuola superiore consente l’accesso agli insegnamenti tecnico-pratici fino al 31 dicembre 2026.

Tuttavia, poiché nell’XI ciclo non risultano autorizzati posti per la secondaria di II grado, gli aspiranti ITP dovranno verificare con attenzione le indicazioni del decreto ministeriale e dei bandi universitari.

Le prove del TFA Sostegno 2026

L’accesso al TFA Sostegno avviene tramite una selezione articolata in tre fasi:

  1. prova preselettiva;
  2. prova scritta;
  3. prova orale.

La struttura delle prove è consolidata nei cicli precedenti e deriva dal quadro normativo dei percorsi di specializzazione. Il DM 30 settembre 2011 disciplina i criteri e le modalità dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione sul sostegno.

Prova preselettiva

La prova preselettiva consiste generalmente in un test a risposta multipla.

La struttura prevista è:

  • 60 quesiti;
  • 5 opzioni di risposta per ogni domanda;
  • una sola risposta corretta;
  • almeno 20 quesiti dedicati a competenze linguistiche e comprensione del testo;
  • 2 ore di tempo;
  • 0,5 punti per ogni risposta corretta;
  • 0 punti per risposta errata o non data.

Accedono alla prova scritta i candidati collocati in posizione utile, di norma in numero pari al doppio dei posti disponibili per ciascuna sede e grado, oltre agli eventuali candidati con pari punteggio dell’ultimo ammesso.

Prova scritta

La prova scritta valuta competenze più approfondite rispetto alla preselettiva.

Gli argomenti più frequenti riguardano:

  • didattica inclusiva;
  • pedagogia speciale;
  • normativa scolastica;
  • progettazione educativa individualizzata;
  • PEI e profilo di funzionamento;
  • Bisogni Educativi Speciali;
  • strategie didattiche per alunni con disabilità;
  • ruolo del docente di sostegno nel gruppo classe e nel consiglio di classe.

La prova può prevedere domande aperte, quesiti a risposta sintetica o tracce argomentative. La forma concreta sarà stabilita dal singolo ateneo.

Prova orale

La prova orale serve a valutare non solo le conoscenze teoriche, ma anche la capacità del candidato di ragionare su situazioni didattiche concrete.

Di solito vengono valutate:

  • conoscenze pedagogiche e didattiche;
  • conoscenze normative;
  • capacità di progettare interventi personalizzati;
  • attitudine alla relazione educativa;
  • motivazione al ruolo di docente di sostegno;
  • capacità comunicative e argomentative.

Chi può essere esonerato dalla prova preselettiva

Alcuni candidati possono non sostenere la preselettiva e accedere direttamente alla prova scritta.

In generale, l’esonero può riguardare:

  • candidati con disabilità pari o superiore all’80%;
  • candidati con specifici requisiti di servizio sul sostegno, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa e dai bandi;
  • tutti i candidati di un determinato grado e ateneo, se il numero delle domande è pari o inferiore al doppio dei posti disponibili.

Poiché le condizioni di esonero possono dipendere dal decreto attuativo e dal bando dell’università, è fondamentale leggere con attenzione il bando dell’ateneo scelto.

Come si svolge il corso TFA Sostegno

Chi supera le prove viene ammesso al corso universitario di specializzazione.

Il percorso prevede il conseguimento di 60 CFU e comprende insegnamenti, laboratori, tirocinio diretto e tirocinio indiretto. Il tirocinio complessivo è pari a 300 ore, articolate tra attività dirette nelle scuole e attività indirette di rielaborazione, supervisione e approfondimento.

In linea generale, il percorso comprende:

Attività Funzione
Insegnamenti teorici Fondamenti pedagogici, psicologici, didattici e normativi
Laboratori Applicazione pratica delle metodologie inclusive
Tirocinio diretto Esperienza nelle scuole, a contatto con contesti reali
Tirocinio indiretto Rielaborazione dell’esperienza con tutor e supervisori
Prova finale Discussione e valutazione conclusiva del percorso

La frequenza è obbligatoria secondo le regole stabilite dalla normativa e dal regolamento del singolo ateneo. Non bisogna quindi considerare il TFA Sostegno come un corso interamente online o liberamente gestibile: il percorso richiede presenza, studio, tirocinio e rispetto delle scadenze universitarie.

TFA Sostegno 2026 e percorsi INDIRE: attenzione a non confonderli

Nel 2026 convivono due canali diversi:

  • il TFA Sostegno universitario ordinario, cioè l’XI ciclo;
  • i percorsi straordinari INDIRE, rivolti a platee specifiche, come docenti con servizio su sostegno o candidati con titolo estero secondo le regole dei relativi decreti.

I percorsi INDIRE 2026 sono percorsi distinti dal TFA universitario ordinario. INDIRE indica, per l’edizione 2026, percorsi collegati all’articolo 6 del DM 75 e all’articolo 7 del DM 77, con requisiti specifici e procedure autonome.

Per chi non ha anni di servizio specifici sul sostegno o non rientra nei casi particolari previsti dai percorsi straordinari, il canale ordinario resta il TFA Sostegno universitario.

TFA Sostegno 2026 e GPS: cosa sapere

Il titolo di specializzazione sul sostegno è fondamentale per l’inserimento nelle graduatorie del sostegno e per aumentare le possibilità di ottenere incarichi di supplenza.

Attenzione però a un punto: il TFA Sostegno XI ciclo, partendo nel 2026, non permetterà normalmente di conseguire il titolo entro il 30 giugno 2026. Per le GPS 2026-2028, l’inserimento con riserva riguarda chi consegue l’abilitazione o la specializzazione entro il 30 giugno 2026, con scioglimento della riserva nella finestra indicata dal Ministero.

Questo significa che il titolo dell’XI ciclo sarà utile soprattutto per le successive finestre di inserimento, per gli elenchi aggiuntivi se previsti e per le future procedure di reclutamento.

Come prepararsi al TFA Sostegno 2026

Chi vuole partecipare al TFA Sostegno 2026 dovrebbe iniziare subito, senza attendere la pubblicazione del bando.

Le cose da fare ora sono:

1. Verificare i requisiti di accesso

Prima di studiare, bisogna capire se si può partecipare.

Per infanzia e primaria occorre verificare il titolo abilitante. Per la secondaria bisogna controllare che la laurea dia accesso a una classe di concorso del grado interessato e che siano presenti tutti gli eventuali CFU richiesti.

2. Monitorare gli atenei

Ogni università pubblicherà il proprio bando con:

  • posti disponibili;
  • modalità di domanda;
  • costo della prova;
  • scadenze;
  • calendario;
  • documentazione richiesta;
  • modalità di svolgimento delle prove.

La scelta dell’ateneo non dovrebbe basarsi solo sulla vicinanza geografica, ma anche su numero di posti, costi, scadenze e organizzazione delle prove.

3. Studiare la normativa scolastica

Tra gli argomenti più importanti rientrano:

  • Legge 104/1992;
  • inclusione scolastica;
  • PEI;
  • Profilo di funzionamento;
  • ICF;
  • D.Lgs. 66/2017;
  • D.Lgs. 96/2019;
  • Legge 170/2010 sui DSA;
  • autonomia scolastica;
  • valutazione degli alunni con disabilità.

4. Approfondire pedagogia e didattica inclusiva

Le prove richiedono una buona conoscenza di:

  • pedagogia speciale;
  • psicologia dello sviluppo;
  • teorie dell’apprendimento;
  • didattica inclusiva;
  • cooperative learning;
  • peer tutoring;
  • Universal Design for Learning;
  • didattica personalizzata e individualizzata;
  • gestione della classe;
  • relazione educativa.

5. Esercitarsi con quiz e simulazioni

La prova preselettiva richiede rapidità, metodo e allenamento.

È utile esercitarsi su:

  • comprensione del testo;
  • logica;
  • normativa;
  • pedagogia;
  • didattica;
  • psicologia dell’età evolutiva;
  • casi pratici legati all’inclusione.

6. Prepararsi anche allo scritto e all’orale

Un errore frequente è concentrarsi solo sui quiz.

In realtà, scritto e orale richiedono capacità di argomentazione, chiarezza espositiva e collegamento tra teoria e pratica. Per questo è utile allenarsi a rispondere a domande aperte, costruire mappe concettuali e simulare colloqui orali.

FAQ sul TFA Sostegno 2026

Quando esce il bando TFA Sostegno 2026?

Al 29 aprile 2026 il bando non è ancora uscito. Gli atenei devono completare l’inserimento delle proposte formative entro il 7 maggio 2026. Dopo questa fase si attendono il decreto ministeriale e i bandi delle singole università.

Quanti posti ci sono per il TFA Sostegno 2026?

I posti complessivi sono 30.241: 4.809 per infanzia, 21.202 per primaria, 4.230 per secondaria di I grado e 0 per secondaria di II grado.

Ci sono posti per la secondaria di II grado?

No. Nella ripartizione comunicata per l’XI ciclo non risultano posti per la scuola secondaria di II grado.

I 24 CFU servono per accedere al TFA Sostegno 2026?

Per la secondaria, il punto centrale è possedere un titolo valido per l’accesso a una classe di concorso del grado interessato, con tutti gli eventuali CFU richiesti dalla classe di concorso. Non bisogna confondere i vecchi 24 CFU con i CFU curricolari necessari per accedere a una specifica classe di concorso.

La laurea triennale basta per partecipare?

No, in generale la sola laurea triennale non è sufficiente per accedere al TFA Sostegno. Per la secondaria serve un titolo idoneo all’accesso a una classe di concorso. Per infanzia e primaria servono la laurea in Scienze della Formazione Primaria o il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002.

Come si accede al TFA Sostegno?

Bisogna possedere i requisiti previsti per il grado scolastico scelto, presentare domanda presso l’ateneo secondo il bando e superare le prove di selezione: preselettiva, scritta e orale.

Quanto dura il TFA Sostegno?

Il percorso universitario prevede 60 CFU, attività formative, laboratori, tirocinio e prova finale. La durata concreta sarà indicata dai singoli atenei, ma il percorso richiede diversi mesi di frequenza e attività obbligatorie.

Conviene iniziare a studiare prima del bando?

Sì. Il tempo tra uscita del bando e prove può essere breve. Iniziare prima consente di arrivare alla preselettiva con una preparazione più solida, soprattutto su normativa, pedagogia, didattica inclusiva e comprensione del testo.

Il TFA Sostegno 2026 XI ciclo è ufficialmente avviato, ma il bando non è ancora stato pubblicato. I posti autorizzati sono 30.241, con una forte concentrazione sulla scuola primaria e nessun posto previsto per la secondaria di II grado. Chi vuole partecipare deve muoversi subito su tre fronti: verificare i requisiti, monitorare gli atenei e iniziare la preparazione alle prove. Aspettare il bando può essere rischioso, perché le finestre per la domanda e per lo studio potrebbero essere molto strette. Il consiglio operativo è semplice: controllare il proprio titolo di accesso, scegliere con attenzione gli atenei da seguire e iniziare fin da ora a lavorare su normativa, didattica inclusiva, pedagogia speciale, logica e comprensione del testo.