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Come diventare coordinatore della sicurezza: percorso, requisiti e corsi obbligatori

Anna Ventrella
15 Settembre 2026

Per diventare coordinatore della sicurezza non basta frequentare un corso e ottenere un attestato. La normativa richiede un percorso preciso, nel quale entrano in gioco il titolo di studio, l’esperienza maturata nel settore delle costruzioni e una formazione specifica sulla sicurezza nei cantieri.

Chi vuole assumere questo incarico deve quindi partire dalla propria situazione professionale: un ingegnere, un architetto, un geometra o un altro tecnico in possesso di un titolo ammesso dalla normativa può avere requisiti differenti, soprattutto per quanto riguarda gli anni di esperienza da documentare.

Il principale riferimento è il D.Lgs. 81/2008, che disciplina la salute e la sicurezza sul lavoro e dedica una parte specifica ai cantieri. È proprio all’interno di questa normativa che troviamo i requisiti professionali del coordinatore, le sue responsabilità e le indicazioni sulla formazione obbligatoria.

Vediamo quindi come diventare coordinatore della sicurezza, quali condizioni bisogna soddisfare prima di assumere l’incarico e quale percorso formativo seguire.

Chi può diventare coordinatore della sicurezza e quali requisiti deve possedere

Uno dei primi aspetti da chiarire riguarda l’accesso alla professione.

I requisiti del coordinatore della sicurezza sono disciplinati dall’articolo 98 del D.Lgs. 81/2008 e non sono uguali per tutti: dipendono innanzitutto dal titolo di studio posseduto.

La normativa individua specifiche lauree magistrali, specialistiche e triennali appartenenti alle classi ammesse e contempla anche alcuni diplomi tecnici. Tra questi ultimi rientrano, ad esempio, quelli di geometra, perito industriale, perito agrario e agrotecnico.

Al titolo deve però affiancarsi, nei casi previsti, un periodo di attività lavorativa nel settore delle costruzioni.

In linea generale, il percorso prevede:

  • almeno un anno di esperienza per i professionisti in possesso delle lauree magistrali o specialistiche individuate dalla normativa;
  • almeno due anni di esperienza per le lauree triennali ammesse;
  • almeno tre anni di esperienza per chi accede attraverso uno dei diplomi tecnici contemplati.

Non è quindi corretto considerare il titolo di studio sufficiente, così come non lo è aver maturato esperienza in un settore genericamente “tecnico”. Bisogna verificare che il proprio percorso corrisponda effettivamente alle condizioni stabilite dalla normativa.

Come dimostrare l’esperienza maturata nel settore delle costruzioni

Questo è un passaggio particolarmente importante dal punto di vista amministrativo.

L’esperienza richiesta per diventare coordinatore deve poter essere documentata. L’articolo 98 prevede che lo svolgimento dell’attività nel settore delle costruzioni sia comprovato attraverso attestazioni rilasciate dai datori di lavoro o dai committenti.

Prima ancora di scegliere il corso, quindi, il professionista dovrebbe verificare due elementi: che il proprio titolo rientri tra quelli ammessi e che l’esperienza maturata possa essere dimostrata secondo quanto richiesto.

Questo controllo preliminare evita di considerare la formazione come una sorta di scorciatoia per ottenere la qualifica: il corso completa un percorso professionale che deve avere già determinate caratteristiche.

Perché la normativa distingue i cantieri temporanei e mobili

Il coordinatore della sicurezza opera in uno specifico contesto disciplinato dal Titolo IV del D.Lgs. 81/2008: quello dei cantieri temporanei e mobili.

Con questa espressione la normativa fa riferimento ai luoghi nei quali vengono svolti lavori edili o di ingegneria civile riconducibili alle attività individuate dal Testo Unico.

La particolarità di un cantiere è legata anche alla sua continua evoluzione. Imprese diverse possono intervenire in momenti differenti, le lavorazioni cambiano con l’avanzamento dell’opera e alcuni rischi possono derivare proprio dalla sovrapposizione o dall’interferenza tra attività.

È in questo scenario che il coordinamento della sicurezza assume un’importanza specifica: non riguarda soltanto il rispetto delle singole misure di prevenzione, ma anche la programmazione e il coordinamento delle attività che interessano il cantiere.

D.Lgs. 81/2008: cosa stabilisce per il coordinatore della sicurezza

Il D.Lgs. 81/2008 è il riferimento da cui partire per comprendere chi può svolgere il ruolo di coordinatore della sicurezza, quando questa figura interviene e quali responsabilità assume.

Non esiste però un solo “coordinatore” che accompagna indistintamente l’intero lavoro.

La normativa distingue infatti il coordinamento svolto durante la progettazione da quello necessario durante l’esecuzione dell’opera.

Da questa distinzione derivano due figure:

  • il coordinatore per la progettazione, comunemente indicato come CSP;
  • il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, conosciuto come CSE.

I requisiti professionali sono disciplinati dall’articolo 98, mentre le funzioni svolte nelle due fasi sono trattate rispettivamente dagli articoli 91 e 92.

Capire questa differenza è essenziale anche per chi sta valutando di intraprendere il percorso formativo, perché consente di comprendere concretamente quali responsabilità comporta il ruolo.

Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione: cosa fa il CSP

La sicurezza di un cantiere non comincia quando arrivano operai e mezzi, ma deve essere considerata già durante la progettazione.

È in questa fase che interviene il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, o CSP, nei casi in cui la normativa ne prevede la designazione.

Il suo compito è integrare la gestione della sicurezza nella pianificazione dell’opera, individuando preventivamente gli aspetti che dovranno essere gestiti durante i lavori.

Tra i documenti centrali della sua attività rientra il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), attraverso il quale vengono organizzate le misure necessarie per affrontare i rischi connessi alle caratteristiche dell’opera e all’organizzazione del cantiere.

Al CSP compete inoltre, quando previsto, la predisposizione del fascicolo dell’opera, un documento destinato a raccogliere informazioni utili alla prevenzione dei rischi anche in relazione a eventuali interventi successivi sull’opera stessa.

La funzione del CSP è quindi prevalentemente preventiva: l’obiettivo è fare in modo che la sicurezza venga incorporata nell’organizzazione dei lavori prima dell’apertura del cantiere.

Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: cosa cambia con il CSE

Quando il progetto passa alla fase operativa entra in gioco, nei casi previsti, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, indicato con la sigla CSE.

Il suo ruolo è diverso da quello del CSP perché il contesto non è più soltanto progettuale: il cantiere è attivo, le imprese stanno lavorando e le condizioni possono modificarsi durante l’avanzamento dell’opera.

Il CSE svolge quindi attività di coordinamento e controllo sull’applicazione delle misure di sicurezza di propria competenza, verificando anche la coerenza della documentazione prodotta dalle imprese rispetto alla pianificazione generale del cantiere.

Un’attenzione particolare riguarda il Piano Operativo di Sicurezza (POS) delle imprese esecutrici, che deve essere valutato rispetto alle caratteristiche dei lavori e, quando presente, alla pianificazione definita attraverso il PSC.

Durante l’esecuzione possono inoltre verificarsi variazioni nelle lavorazioni, nell’organizzazione o nelle imprese coinvolte. In questi casi il coordinamento deve seguire l’evoluzione reale del cantiere e la relativa documentazione deve essere adeguata quando necessario.

Qual è la differenza tra CSP e CSE?

La distinzione può essere compresa partendo dalla fase dell’opera nella quale intervengono.

Il CSP lavora sulla prevenzione durante la progettazione, predisponendo gli strumenti necessari a pianificare la sicurezza prima dell’avvio dei lavori.

Il CSE opera invece durante l’esecuzione, quando deve coordinare e verificare l’applicazione delle misure previste rispetto a ciò che sta realmente accadendo in cantiere.

Non bisogna quindi considerare CSP e CSE come due denominazioni della stessa attività. Sono funzioni collegate, ma caratterizzate da compiti differenti.

Il corso per coordinatore della sicurezza nei cantieri: durata e formazione richiesta

Dopo aver verificato titolo ed esperienza professionale, bisogna soddisfare il requisito relativo alla formazione.

Il corso per coordinatore della sicurezza nei cantieri previsto dalla normativa ha una durata complessiva di 120 ore e affronta le diverse competenze necessarie per gestire la sicurezza nell’ambito dei lavori edili e di ingegneria civile.

La formazione non riguarda quindi esclusivamente la conoscenza del D.Lgs. 81/2008. Il programma comprende aspetti giuridici, tecnici, metodologici e organizzativi, ai quali si affianca una componente pratica.

La struttura prevista comprende 28 ore dedicate agli aspetti giuridici, 52 ore agli argomenti tecnici, 16 ore agli aspetti metodologici e organizzativi e 24 ore di esercitazioni pratiche.

Durante il percorso vengono affrontati, tra gli altri, i principali rischi presenti nei cantieri, l’organizzazione della prevenzione, le responsabilità dei soggetti coinvolti e la gestione della documentazione necessaria al coordinamento.

Una parte importante riguarda infatti strumenti come PSC e POS, ma anche il fascicolo dell’opera, i costi della sicurezza e gli altri documenti che il coordinatore deve essere in grado di conoscere e gestire nell’ambito delle proprie competenze.

Al termine del percorso è prevista una verifica dell’apprendimento.

È sufficiente frequentare il corso di 120 ore?

No, ed è uno dei punti sui quali è più facile fare confusione.

Il corso per coordinatore della sicurezza nei cantieri permette di soddisfare il requisito formativo, ma non rende automaticamente coordinatore chiunque lo frequenti.

Per assumere l’incarico occorre possedere complessivamente le condizioni richieste dalla normativa. Questo significa verificare il titolo di studio, possedere e poter documentare l’esperienza professionale richiesta per quel titolo e completare la formazione prevista.

Il corso deve quindi essere considerato una parte del percorso, non l’unico requisito.

Abilitazione del coordinatore della sicurezza: quando si può assumere l’incarico

La ricerca di informazioni sull’abilitazione del coordinatore della sicurezza può far pensare all’esistenza di un esame di abilitazione autonomo o di un albo specifico per questa figura.

È più corretto, invece, ragionare in termini di requisiti necessari per svolgere l’incarico.

Il professionista deve innanzitutto rientrare tra i soggetti ammessi in base al proprio titolo di studio. Deve poi soddisfare il requisito dell’esperienza professionale previsto per il proprio percorso e completare la formazione specifica.

Solo quando queste condizioni risultano soddisfatte può assumere gli incarichi di coordinamento nei casi e secondo le modalità stabilite dal D.Lgs. 81/2008.

Questa precisazione è importante soprattutto per chi sta valutando l’iscrizione a un corso: l’attestato formativo non sostituisce il possesso degli altri requisiti professionali.

Dopo il corso iniziale è obbligatorio continuare ad aggiornarsi?

Sì. La formazione iniziale non esaurisce gli obblighi del coordinatore.

Per mantenere nel tempo il requisito formativo è previsto un aggiornamento di 40 ore complessive ogni cinque anni. Le ore possono essere distribuite nell’arco del quinquennio secondo le modalità consentite dalla disciplina applicabile.

L’obiettivo dell’aggiornamento è permettere al professionista di mantenere le proprie conoscenze allineate ai cambiamenti che interessano la sicurezza dei cantieri, dalle novità normative all’evoluzione delle procedure e delle modalità di gestione dei rischi.

È quindi utile distinguere chiaramente i due percorsi: chi deve acquisire per la prima volta il requisito formativo deve fare riferimento al corso iniziale di 120 ore, mentre chi lo possiede già deve prestare attenzione alla propria scadenza quinquennale e completare le 40 ore di aggiornamento previste.

Quale corso scegliere per diventare coordinatore della sicurezza

Prima di iscriversi a un percorso formativo è importante controllare che il corso sia coerente con quanto richiesto dalla normativa e che il programma consenta di acquisire effettivamente la formazione necessaria per il ruolo.

360 Forma propone un corso per Coordinatore della Sicurezza nei Cantieri di 120 ore, rivolto ai professionisti che devono completare la formazione iniziale prevista per questa figura.

Il programma comprende i diversi ambiti richiesti per la preparazione del coordinatore: formazione giuridica, tecnica, metodologica-organizzativa e pratica, con verifica finale dell’apprendimento.

Per chi ha già completato la formazione iniziale ed è invece chiamato a mantenere aggiornate le proprie competenze, 360 Forma propone anche il percorso di aggiornamento di 40 ore per Coordinatori della Sicurezza.

Prima dell’iscrizione al corso iniziale resta comunque essenziale verificare la propria situazione professionale, perché titolo di studio ed esperienza nel settore delle costruzioni costituiscono requisiti distinti rispetto alla formazione.

Come diventare coordinatore della sicurezza: il percorso da seguire

Per capire concretamente come diventare coordinatore della sicurezza, conviene quindi procedere in un ordine preciso.

Il primo controllo riguarda il titolo di studio, che deve rientrare tra quelli ammessi. Il secondo riguarda l’esperienza professionale nel settore delle costruzioni: bisogna verificare quanti anni sono richiesti in relazione al proprio titolo e poter documentare l’attività svolta.

A questo punto entra in gioco il corso di formazione di 120 ore, che permette di acquisire la preparazione specifica prevista per il coordinamento della sicurezza nei cantieri.

Il completamento di questi requisiti consente al professionista di assumere gli incarichi per i quali è qualificato, ma introduce anche una responsabilità successiva: mantenere aggiornata la propria formazione attraverso le 40 ore previste nel quinquennio.

Il percorso per diventare coordinatore, quindi, non coincide semplicemente con l’ottenimento di un attestato. È il risultato dell’integrazione tra preparazione tecnica, esperienza nel settore delle costruzioni, formazione specialistica e aggiornamento continuo, elementi indispensabili per assumere consapevolmente un ruolo che incide direttamente sull’organizzazione della sicurezza nei cantieri.