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CV Europeo: quando si usa e come compilarlo?

Curriculum europass
25 Gennaio 2022

Quando si decide di intraprendere una nuova carriera professionale, come primo lavoro o cambio di azienda, è sempre bene partire col piede giusto sin dall’inizio. Una presentazione adeguata, infatti, permette di fare la giusta prima impressione ai recruiter. 

Il curriculum vitae è la carta di identità del candidato. Esso serve a dare una prima idea di chi siete all’azienda, cosa sapete fare, quali esperienze e cosa vi distingue dagli altri candidati.

Esistono varie tipologie di curriculum. Quello più richiesto è il formato di CV Europeo, anche detto Europass.

Ma quando si usa il CV Europeo e quando il classico? Come fare un CV Europeo? Scopriamolo in questo nuovo articolo di 360 Forma dedicato al mondo del lavoro.

CV Formato Europeo, cos’è e quando si usa?

Il CV Europeo è stato pensato e promosso dalla Commissione Europea nel 2002, allo scopo di agevolare i candidati e cittadini dell’UE che vogliono presentare i loro Curriculum nei paesi dell’Unione Europea.

Un modello di curriculum standardizzato, facile e chiaro da leggere per i datori di lavoro che hanno le proprie aziende all’estero. Una possibilità in più, quindi, per poter dare subito una buona impressione in un’azienda che non si trova nel nostro paese.

Il CV Europeo si sviluppa in due colonne: in quella di sinistra sono presenti le voci richieste e in quella di destra la compilazione del candidato. Si parte dai dati anagrafici generici per poi esplodere tutte le sezioni che sintetizzano le capacità e la formazione dello stesso, dalle esperienze lavorative a quelle formative.

Come fare un CV Europeo?

Ma come si fa un buon Curriculum Vitae Europeo? Partiamo con l’asserire che tutti i campi presenti, oltre alle proprie generalità basilari, non sono obbligatori. Ovvero, se vi sono dei campi per cui non abbiamo informazioni da inserire, possiamo e dobbiamo cancellare la voce dal CV.

Non abbiamo un sito internet? Cancelliamo la voce. Non abbiamo certificazioni informatiche? Stessa cosa. 

Gli stage e i tirocini fanno parte del percorso di formazione, quindi non vanno messe nel campo lavorativo. Specificare, in questa sezione, sia le scuole superiori frequentati che gli eventuali percorsi di laurea e master. Può essere utile, se attinente al lavoro scelto, specificare la tematica della tesi di Laurea.

Per quanto riguarda le esperienze lavorative, questo è il campo più importante, posizionato nel layout esattamente prima della formazione. Qui vanno inserite, in ordine cronologico inverso (dalla più recente alla meno recente), tutte le esperienze lavorative effettuate, con data di inizio e termine, campo, azienda e posizione ricoperta. Se si è ancora alla prima esperienza, inserire in questa sezione gli stage effettuati, così da dimostrare al recruiter di aver iniziato un cammino di apprendimento in azienda.

Altra cosa da ricordare sono le capacità di lavorare in team: è, spesso, richiesta questa abilità per poter agevolare la chiusura di task e coordinarsi meglio con le altre figure presenti in azienda.

Per quanto riguarda il campo dell’apprendimento delle lingue, utilizzare il valore stimato in base alla tabella QCER, evitando di sovrastimare le proprie conoscenze. Soprattutto in un contesto estero, le pecche di lingua si noterebbero subito.

È possibile, inoltre, inserire le proprie attitudini trasversali o personali, ma se non si sono molto attinenti al lavoro scelto è preferibile non dilungarsi. Less is More.