
Il Fondo Nuove Competenze è uno strumento rivolto alle imprese che devono aggiornare o riqualificare le competenze dei lavoratori per affrontare cambiamenti nei processi produttivi, organizzativi e tecnologici.
Il meccanismo consente di destinare una parte dell’orario di lavoro alla formazione: il Fondo interviene sul costo del lavoro relativo alle ore utilizzate per sviluppare nuove competenze, secondo le percentuali previste dall’Avviso.
Nel 2026 il riferimento è ancora la terza edizione, denominata Fondo Nuove Competenze 3 – Competenze per le innovazioni, avviata con l’Avviso pubblico del 5 dicembre 2024.
La misura è orientata soprattutto ai processi di digitalizzazione, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e innovazione e rientra tra le operazioni strategiche del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027.
È importante chiarire subito un punto: l’aggiornamento del Fondo Nuove Competenze nel 2026 non corrisponde all’apertura di una nuova edizione.
A gennaio 2026 la dotazione di FNC 3 è stata incrementata di ulteriori risorse, permettendo lo scorrimento delle istanze già presentate e valutate positivamente ma rimaste inizialmente prive di copertura finanziaria.
Per le aziende interessate allo strumento, quindi, è necessario distinguere tra l’operatività dei progetti FNC 3 nel 2026 e l’eventuale apertura futura di una nuova procedura di accesso.
Quali sono gli ambiti di finanziamento
Con la terza edizione, il Fondo ha assunto un orientamento ancora più preciso: la formazione deve essere collegata ai processi di innovazione che stanno modificando l’organizzazione, i prodotti e i processi dell’impresa.
Non è quindi sufficiente programmare un corso genericamente utile ai dipendenti. Il percorso deve rispondere a un fabbisogno di nuove o maggiori competenze coerente con le finalità individuate dall’Avviso.
1. Competenze legate alla transizione industriale
La riqualificazione dei lavoratori, anche nel 2026, può riguardare innanzitutto le competenze necessarie ad accompagnare l’evoluzione dei processi produttivi e organizzativi.
Rientrano in questo contesto, ad esempio, l’introduzione di nuovi sistemi tecnologici, l’automazione, l’impiego di strumenti digitali e i cambiamenti collegati a investimenti strategici o a processi di transizione industriale.
L’obiettivo è mettere il lavoratore nelle condizioni di acquisire competenze coerenti con un ruolo professionale che sta cambiando, anziché limitarsi ad aggiornare conoscenze già possedute senza un collegamento concreto con l’innovazione aziendale.
2. Competenze digitali e tecnologiche
I sistemi tecnologici e digitali rappresentano uno degli ambiti espressamente contemplati da FNC 3.
In questa area possono rientrare percorsi collegati alla trasformazione digitale dei processi, all’utilizzo di nuovi strumenti e piattaforme, alla gestione dei dati e alle tecnologie che l’impresa introduce per modificare prodotti, servizi o modalità operative.
La terza edizione attribuisce inoltre uno spazio specifico all’introduzione e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, rendendo possibile costruire percorsi destinati a preparare il personale all’utilizzo delle nuove tecnologie quando queste fanno parte del processo di innovazione dell’impresa.
3. Sostenibilità, transizione ecologica ed efficientamento energetico
Un’altra area centrale riguarda i cambiamenti necessari per rendere processi e organizzazioni più sostenibili.
L’Avviso include espressamente tra gli ambiti di innovazione la sostenibilità e l’impatto ambientale, l’economia circolare, la transizione ecologica e l’efficientamento energetico.
Un’impresa che sta modificando processi produttivi, tecnologie o modalità organizzative in questa direzione può quindi progettare percorsi finalizzati a fornire ai lavoratori le competenze necessarie per accompagnare concretamente la trasformazione.
4. Competenze professionali e trasversali
La formazione può riguardare anche competenze personali, sociali, imprenditoriali e organizzative, purché inserite in un progetto coerente con le finalità del Fondo.
FNC 3 prevede infatti che gli obiettivi di apprendimento siano descritti facendo riferimento a standard riconoscibili. Oltre all’Atlante del lavoro e delle qualificazioni, possono essere utilizzati specifici quadri di riferimento per le competenze linguistiche, imprenditoriali, personali e sociali.
Tra gli ambiti di innovazione previsti dalla terza edizione compare inoltre il welfare aziendale e il benessere organizzativo.
Non qualsiasi corso sulle soft skill, quindi, può essere automaticamente ricondotto al Fondo: il percorso deve essere progettato a partire dal fabbisogno dell’impresa e collegato agli obiettivi di apprendimento individuati.
Requisiti del Fondo nuove competenze per dipendenti e imprese
L’accesso al Fondo richiede il rispetto di una serie di condizioni che riguardano sia l’impresa sia le persone inserite nei percorsi formativi.
Nel valutare i requisiti FNC applicabili nel 2026 bisogna fare riferimento alle regole della terza edizione, perché è questa la misura attualmente in fase di attuazione.
Requisiti per le imprese
FNC 3 è rivolto ai datori di lavoro privati, comprese le società a partecipazione pubblica, che intendono sviluppare le competenze del personale in relazione ai processi di innovazione previsti dalla misura.
Un elemento centrale è l’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro, attraverso il quale vengono individuati i fabbisogni di competenze e le ore lavorative da destinare alla formazione.
L’accordo deve essere coerente con il progetto che l’azienda intende realizzare e indicare, tra gli elementi richiesti, i lavoratori coinvolti, il numero delle ore destinate allo sviluppo delle competenze e le finalità formative.
Il progetto deve quindi nascere da un’esigenza aziendale concreta. Digitalizzare un processo, introdurre nuove tecnologie, affrontare una trasformazione ecologica o modificare l’organizzazione del lavoro sono esempi di cambiamenti che possono generare un fabbisogno di aggiornamento o riqualificazione.
FNC 3 prevede inoltre tre modalità di intervento: singoli datori di lavoro, filiere formative e sistemi formativi, ciascuna con requisiti propri.
Requisiti per i dipendenti
I principali destinatari sono i lavoratori dipendenti delle imprese coinvolte, individuati nell’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario.
La terza edizione ha però ampliato la logica dello strumento introducendo anche interventi collegati alla nuova occupazione. In determinate condizioni possono essere coinvolti, ad esempio, disoccupati preselezionati dall’impresa per una successiva assunzione, disoccupati di lungo periodo assunti prima dell’avvio della formazione e lavoratori assunti con apprendistato di alta formazione e ricerca.
Sono previste inoltre disposizioni specifiche per la formazione finalizzata a successive assunzioni stagionali nei settori del turismo e dell’agricoltura.
Il Fondo non serve quindi soltanto a potenziare le competenze dei dipendenti già presenti in organico: FNC 3 è stato configurato anche come strumento di politica attiva collegato, in specifiche situazioni, alla creazione di nuova occupazione.
Quante ore di formazione finanzia il Fondo Nuove Competenze?
Uno degli aspetti da definire già durante la progettazione riguarda il numero di ore di formazione finanziate dal FNC per ciascun lavoratore.
Nella terza edizione il percorso deve prevedere, in via ordinaria, da un minimo di 30 a un massimo di 150 ore per ogni partecipante. Per i disoccupati coinvolti nei percorsi finalizzati alla successiva assunzione stagionale nel turismo e nell’agricoltura è invece prevista una durata minima di 20 ore.
Non è sufficiente indicare un monte ore complessivo. Le ore devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento e con le competenze che il lavoratore deve acquisire o sviluppare.
Ai fini del riconoscimento del contributo assumono inoltre rilievo le ore effettivamente frequentate e rendicontate.
Per accedere al saldo, in via generale, il partecipante deve aver frequentato almeno il 75% delle ore previste dal percorso, fermo restando quanto eventualmente stabilito dai Fondi Paritetici Interprofessionali ai fini delle attestazioni.
Come costruire il piano formativo aziendale per FNC
Il piano formativo aziendale per FNC deve tradurre il fabbisogno dell’impresa in obiettivi di apprendimento verificabili.
Il punto di partenza è quindi l’analisi delle competenze già presenti: quali processi stanno cambiando? Quali attività richiederanno conoscenze differenti? Quali lavoratori devono essere aggiornati o riqualificati?
A partire da questa analisi, il progetto formativo deve individuare i percorsi, i destinatari, la durata, le modalità di erogazione e gli obiettivi di apprendimento.
FNC 3 attribuisce particolare importanza anche alla possibilità di documentare ciò che il lavoratore ha effettivamente acquisito. Gli obiettivi devono essere collegati agli standard di qualificazione previsti e, al termine del percorso, deve essere rilasciato il documento di trasparenza o di validazione previsto per la tipologia di intervento.
Questo passaggio rende il piano formativo qualcosa di più di un semplice calendario di corsi: deve esserci coerenza tra trasformazione aziendale, competenze iniziali, formazione effettuata e risultato raggiunto.
Cosa rimborsa il Fondo Nuove Competenze?
Su questo punto è necessario aggiornare il testo originario.
Il rimborso previsto dal FNC non coincide, in via generale, con il pagamento del costo del corso di formazione.
Il contributo è costruito principalmente sul costo del lavoro relativo alle ore che vengono sottratte all’attività lavorativa e destinate allo sviluppo delle competenze.
Nella terza edizione il Fondo finanzia ordinariamente il 60% della retribuzione oraria relativa alle ore di formazione e rimborsa integralmente gli oneri previdenziali e assistenziali riferiti alle stesse ore.
La quota della retribuzione può salire all’80% per gli interventi presentati attraverso Sistemi Formativi e Filiere Formative e raggiungere il 100% in alcune specifiche situazioni collegate alle nuove assunzioni, previste dall’Avviso.
Per l’impresa, quindi, parlare di rimborso dei costi della formazione FNC richiede una precisazione: il meccanismo del Fondo interviene sul costo del personale impegnato nella formazione. Il finanziamento dell’attività formativa può invece essere collegato, quando previsto, ai Fondi Paritetici Interprofessionali o ad altre risorse compatibili secondo la disciplina applicabile.
Come si accede al Fondo nuove competenze
L’accesso al Fondo Nuove Competenze deve essere letto alla luce dello stato attuale della terza edizione.
La finestra per la presentazione delle domande FNC 3 si è conclusa nel 2025. L’incremento delle risorse disposto nel 2026 non ha riaperto i termini: è servito a finanziare ulteriori istanze già presentate e risultate ammissibili.
Per comprendere il funzionamento della misura, tuttavia, è utile conoscere le fasi previste dalla procedura FNC 3.
- Analisi del fabbisogno
L’impresa parte dall’individuazione dei processi che stanno cambiando e delle competenze necessarie per affrontarli. È questa analisi che permette di stabilire quali lavoratori coinvolgere e quali risultati formativi raggiungere.
- 2. Accordo collettivo
L’accordo di rimodulazione dell’orario definisce i fabbisogni di nuove competenze, i destinatari, il numero di ore da destinare alla formazione e gli altri elementi richiesti dall’Avviso.
- Costruzione e presentazione del progetto
Il fabbisogno individuato viene trasformato in un progetto formativo strutturato, con percorsi, obiettivi di apprendimento, durata e modalità di erogazione.
- Avvio della formazione
La formazione può iniziare dopo l’ammissione al contributo e deve essere realizzata secondo le condizioni previste dall’Avviso e dal progetto approvato. A seconda della situazione possono intervenire enti titolati o accreditati, strutture formative specialistiche e Fondi Paritetici Interprofessionali.
- Attestazione e richiesta del saldo
Al termine dei percorsi devono essere documentate le competenze sviluppate e le ore effettivamente frequentate. La richiesta di saldo consente quindi di determinare il contributo effettivamente riconoscibile sulla base della formazione realizzata e dei costi del lavoro verificati.
Fondo Nuove Competenze 2026: cosa è cambiato?
L’aggiornamento del Fondo Nuove Competenze nel 2026 riguarda soprattutto il rafforzamento finanziario e la prosecuzione operativa della terza edizione.
Con il Decreto direttoriale n. 9 del 9 gennaio 2026 sono state aggiunte risorse per 125,952 milioni di euro, portando la dotazione complessiva di FNC 3 a circa 1,15 miliardi di euro.
L’intervento ha permesso di ampliare il numero di imprese finanziabili attraverso lo scorrimento delle istanze già presentate. Nel corso del 2026 il Ministero ha inoltre continuato ad aggiornare gli strumenti operativi della misura, pubblicando nuove versioni del manuale per le aziende e indicazioni relative alla gestione e all’attestazione dei percorsi.
Per un’impresa che nel 2026 cerca informazioni sul Fondo, la distinzione è quindi essenziale: FNC 3 continua a produrre effetti e a finanziare i progetti ammessi, ma l’incremento delle risorse non equivale all’apertura di una nuova finestra per presentare domanda.
FAQ – Domande frequenti sul Fondo nuove competenze
Come funziona il Fondo nuove competenze?
Il Fondo permette di destinare una parte dell’orario di lavoro allo sviluppo di nuove competenze. Le ore utilizzate per la formazione vengono sottratte all’attività ordinaria e il Fondo riconosce all’impresa un contributo sul relativo costo del lavoro, secondo le percentuali stabilite dalla misura.
Cosa rimborsa il Fondo per le nuove competenze?
FNC 3 finanzia ordinariamente il 60% della retribuzione oraria relativa alle ore destinate alla formazione e il 100% dei relativi oneri previdenziali e assistenziali. La percentuale sulla retribuzione può aumentare nelle specifiche fattispecie previste dall’Avviso.
Non bisogna quindi confondere il rimborso del costo del lavoro con il costo sostenuto per acquistare o organizzare il corso.
Quante ore possono essere finanziate dal Fondo Nuove Competenze?
Per ciascun lavoratore il percorso formativo deve avere, in via ordinaria, una durata compresa tra 30 e 150 ore. Per i destinatari dei percorsi destinati alla successiva assunzione stagionale nel turismo e nell’agricoltura il minimo è di 20 ore.
Come accreditarsi al Fondo nuove competenze?
L’impresa non deve “accreditarsi” come ente di formazione per richiedere il contributo. Nell’ambito di FNC 3 devono però essere rispettati precisi requisiti sia per il soggetto che presenta l’istanza sia per gli enti coinvolti nell’erogazione e nell’attestazione della formazione.
La possibilità che il datore di lavoro eroghi direttamente la formazione è prevista soltanto in determinate condizioni e richiede una struttura formativa aziendale con caratteristiche specifiche.
È possibile presentare una nuova domanda al Fondo Nuove Competenze nel 2026?
L’incremento delle risorse disposto nel gennaio 2026 ha riguardato le istanze FNC 3 già presentate e non ha costituito una nuova apertura dei termini. Per eventuali nuove opportunità è quindi necessario fare riferimento agli Avvisi e alle comunicazioni ufficiali del Ministero del Lavoro.
Qual è il decreto di riferimento del Fondo nuove competenze?
La terza edizione è stata avviata dal Decreto interministeriale 10 ottobre 2024, pubblicato il 3 dicembre 2024, mentre le modalità operative sono state definite dall’Avviso Fondo Nuove Competenze 3 – Competenze per le innovazioni, approvato con Decreto direttoriale n. 439 del 5 dicembre 2024.
Nel 2026 il Decreto direttoriale n. 9 del 9 gennaio ha disposto un ulteriore incremento delle risorse disponibili per la terza edizione.


