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Nuovo triennio formativo 2026–2028 per gli architetti, tra novità e conferme sul conseguimento dei CFP

360Forma
15 Gennaio 2026

Con l’inizio del nuovo triennio formativo 2026–2028 torna al centro il tema della formazione continua e del conseguimento dei CFP per gli architetti. Un appuntamento ciclico importante: ogni nuovo triennio porta con sé aggiornamenti, chiarimenti e – soprattutto – la necessità di pianificare in modo consapevole il proprio percorso professionale.

Ma cosa cambia davvero per gli architetti nel triennio 2026–2028? E cosa bisogna sapere per non trovarsi in difficoltà a fine periodo?

Nel concreto, non cambiano i numeri: restano 60 CFP da conseguire nel triennio, con almeno 12 crediti obbligatori in materie deontologiche e ordinistiche. Quello che cambia davvero è il “come”: maggiore attenzione alla qualità degli eventi formativi, più centralità delle modalità digitali (come webinar ed e-learning) e un controllo più puntuale della propria posizione tramite il portale CNAPPC.

Per chi esercita la professione dell’architetto, la domanda non è più solo quanti crediti devo fare, ma come ottenerli in modo efficace e senza arrivare a fine triennio in affanno. I crediti formativi professionali, infatti, rappresentano i Crediti Formativi Professionali obbligatori per mantenere l’iscrizione all’Albo e dimostrare l’aggiornamento continuo delle competenze.

In questo articolo vediamo cosa cambia nel triennio 2026–2028, quali crediti sono obbligatori, come ottenerli (anche online) e come gestire in modo semplice e strategico la propria formazione.

Offerta formativa 2026-2028: tutte le novità importanti da conoscere

Il triennio 2026–2028 conferma l’impianto della formazione continua per architetti, ma introduce un’evoluzione importante: non basta più “fare crediti”, è fondamentale come e dove si acquisiscono.

L’offerta formativa diventa infatti sempre più:

  • strutturata, con contenuti coerenti con le competenze professionali;
  • tracciabile, grazie ai sistemi digitali del CNAPPC;
  • flessibile, per adattarsi alle esigenze dei professionisti.

Questo significa che gli architetti devono iniziare a vedere la formazione non come un obbligo da adempiere a fine triennio, ma come un percorso da costruire nel tempo.

Quanti CFP dovrà conseguire un architetto entro il 2028?

Nel triennio 2026–2028 restano confermati:

  • 60 CFP complessivi obbligatori
  • 12 CFP in materie deontologiche e ordinistiche

Questi ultimi sono particolarmente rilevanti perché riguardano:

  • etica professionale
  • normativa
  • responsabilità dell’architetto
    funzionamento dell’Ordine

Non possono quindi essere “sostituiti” da crediti tecnici: devono essere pianificati in modo specifico all’interno del triennio.

Un errore comune è rimandarli: il consiglio operativo è inserirli già nei primi anni, per non trovarsi scoperti alla fine.

Come ottenere i CFP nel triennio 2026-2028

I CFP possono essere acquisiti attraverso diverse tipologie di attività, ma nel nuovo triennio emerge con più forza un concetto: devono essere coerenti con l’attività professionale svolta.

Le principali modalità includono:

  • corsi di aggiornamento tecnico;
  • seminari e convegni accreditati;
  • webinar e formazione online;
  • attività formative riconosciute dall’Ordine.

Un aspetto importante è la qualità dell’ente erogatore: scegliere provider affidabili significa evitare problemi di riconoscimento dei crediti e assicurarsi contenuti realmente utili.

Inoltre, la crescente diffusione della formazione digitale permette oggi di acquisire CFP in modo più semplice, senza vincoli geografici.

Verificare i CFP sul Portale servizi CNAPPC

Uno degli strumenti centrali per la gestione della formazione degli architetti è Il portale servizi del CNAPPC.

Non è solo un archivio, ma un vero e proprio strumento di controllo e pianificazione. Attraverso la piattaforma, ogni architetto può:

  • verificare in tempo reale i CFP acquisiti;
  • controllare eventuali crediti mancanti;
  • monitorare i CFP deontologici;
  • consultare eventi formativi accreditati.

Accedere con regolarità al portale è fondamentale per evitare errori o mancate registrazioni, soprattutto quando si frequentano più corsi o provider diversi.

Formazione continua per gli architetti: nuove modalità e differenze

Nel triennio 2026–2028, uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il modo in cui si accede alla formazione.

Accanto alla formazione tradizionale in aula, si consolidano sempre di più le modalità digitali, che permettono agli architetti di organizzare il proprio aggiornamento in modo più flessibile.

Prima di scegliere, è utile capire bene le differenze tra le varie modalità, perché ognuna ha caratteristiche specifiche che possono influire sull’apprendimento e sulla gestione del tempo.

Modalità di formazione a confronto

Modalità Caratteristiche principali Vantaggi Limiti
Aula fisica Formazione in presenza, con docente e partecipanti nello stesso luogo Confronto diretto, networking, maggiore coinvolgimento Richiede tempo, spostamenti e pianificazione
Webinar (sincrono) Lezione online in diretta con possibilità di interazione Flessibile, interazione in tempo reale, accesso da remoto Vincolo di orario, meno networking
E-learning (asincrono) Contenuti registrati accessibili quando vuoi Massima autonomia, ideale per chi lavora Minore interazione, richiede autodisciplina

Come scegliere la modalità formativa più adatta

Nel nuovo triennio, la vera differenza la fa la capacità di scegliere in modo strategico.

Non tutte le modalità sono adatte a tutti i momenti professionali. Ad esempio:

  • se stai affrontando un cambiamento lavorativo o vuoi ampliare la rete di contatti, l’aula può offrirti un valore aggiunto;
  • se hai una giornata piena ma vuoi restare aggiornato, il webinar è una soluzione equilibrata;
  • se hai bisogno di flessibilità totale, l’e-learning è lo strumento più efficace.

Molti professionisti oggi scelgono un approccio misto: combinare più modalità permette di ottimizzare tempi e risultati.

Il triennio 2026–2028 non rivoluziona le regole, ma cambia il modo di viverle.

Per gli architetti, la formazione continua diventa sempre più:

  • organizzata
  • digitale
  • strategica

Non si tratta più solo di “mettersi in regola”, ma di costruire un percorso che abbia un impatto reale sulla propria attività professionale.