Si definisce condominio quell’edificio che, al suo interno, comprende almeno due proprietari di immobili. Nel Codice Civile, in prima battuta, è stato considerato solo il condominio classico, ma le esigenze condominiali ne hanno portato a distinguere diverse tipologie. Categorizzate in base a numeri di proprietari o proprietà in comune, i condomini sono stati classificati in base alla loro composizione. È, infatti, più semplice regolamentare situazioni in cui si debba stabilire chi paga cosa per le manutenzioni, se ciò è previsto per legge. Ma quali sono le tipologie condominio? E come distinguerle? Andiamo a scoprirlo in questo nuovo articolo di 360 Forma dedicato al mondo dell’amministratore di condominio.

Tipologie condominio, quali sono?

Le varie tipologie di condominio si distinguono per numero di proprietari e per spazi condivisi. Infatti, i condomini possono essere verticali oppure orizzontali. Verticali se le proprietà si sviluppano una sull’altra. Orizzontali nel caso in cui sono tutte affiancate, ma gestite da un unico amministratore che divide le spese di gestione. Le tipologie invece, andando nello specifico oltre al condominio classico, sono:

  • Condominio minimo;
  • Condominio parziale;
  • Supercondominio.

Ma quali sono le differenze tra questi? È presto detto. Il condominio minimo comprende quegli edifici con proprietà divise tra due proprietari differenti, ma che necessitano di una regolamentazione per evitare beghe interne. Il condominio parziale prevede quelle strutture in cui sono presenti più ascensori o scale e le spese sono divise in base all’utilizzo che viene fatto dagli inquilini dello stabile. Per questo motivo è definito, appunto, parziale. Il Supercondominio, invece, comprende una pluralità di edifici, ma che posseggono spazi in comune come piscine, giardini, sistemi di illuminazione esterni ed altro ancora, che necessitano manutenzione e che devono essere pagati da chi ne usufruisce. Nei supercondomini in cui i partecipanti sono oltre i 60, il codice civile prevede l’implementazione di un amministratore extra, anche detto superamministratore di condominio.

Queste suddivisioni, come detto, permettono di gestire al meglio le multiproprietà o i costi da sostenere per una corretta gestione. Saranno i millesimali, infatti, a determinare il dovuto all’amministratore di condominio. Nella distinzione delle tipologie si parla, per gran parte, di condominio a prevalente destinazione abitativa, dove gli spazi vengono utilizzati da famiglie, ma possono comprendere anche uffici e quant’altro.

Codice civile, quali punti regolamentano le tipologie di condominio

Il condominio minimo, nel codice civile, è regolamentato dall’articolo 1139. Per il condominio parziale, dove le spese sono da dividere in base al loro utilizzo, il codice civile prevede l’articolo 1123. Infine, il supercondominio è gestito dall’articolo 1117-bis.

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