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Stage: normativa, diritti, doveri

stage normativa
13 Aprile 2022

Tra le attività che possono introdurre i giovani nel mondo del lavoro oltre al tirocinio extracurriculare, vi è lo stage. Questo, infatti, permette un periodo di conoscenza e primo approccio alla vita lavorativa, in cui formazione e pratica viaggiano di pari passo.

Molto sono i contratti in forma stage che vengono proposti dalle aziende, in vista dell’ampliamento del personale: prima si forma la figura e poi si procede con l’assunzione. 

Ma esistono, parimenti, delle aziende che utilizzano questa forma di acquisizione di figure per sottopagarle o assegnare più lavoro del necessario. Sono tanti i casi, infatti, di stagisti sfruttati e che lavorano oltre il monte orario prestabilito.

Andiamo a conoscere, con 360 Forma, un po’ meglio lo stage, normativa, diritti e doveri e il contratto stage. Ore di lavoro e prestazioni dello stagista, così da non incorrere in brutte sorprese.

Stage, normativa e diritti del lavoratore

Lo stage, o tirocinio formativo, come detto in apertura è utile ai giovani per formarsi nel proprio settore di riferimento e inserirsi in azienda.

Per accedere ad uno stage, bisogno rivolgersi a un ente promotore, che può essere un’università, un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro. Questo agirà da tramite, favorendo il contatto tra lo stagista e la sede di riferimento.

Prima di poter iniziare a svolgere lo stage in azienda, viene stilato un progetto formativo, dove verranno specificati:

  • Tutor di riferimento, incaricato di seguire lo stagista e verificarne i progressi;
  • Monte orario e giorni lavorativi. Se questi non vengono rispettati da una delle due parti, il progetto decade;
  • Mansioni da svolgere;
  • Obiettivi;
  • Rimborso spese.

Legge stage, quanto dura il tirocinio?

Lo stage formativo in azienda può durare da un minimo di 6 mesi a un massimo di 24 mesi, in base a casi particolari, come una eventuale disabilità del soggetto richiedente.

Si parla di tirocinio di orientamento o formativo se richiesto entro un anno dal conseguimento di un titolo di studio o formazione.

Per soggetti svantaggiati, il tirocinio può durare fino a un anno. Può essere prolungato, invece, per chi possiede disabilità fino a un massimo di 24 mesi. Lo stage può essere interrotto e ripreso in un secondo momento in casi particolari, come la maternità.

Per quanto riguarda la retribuzione, questa varia da regione a regione. Esistono, infatti, casistiche che prevedono un rimborso di €300 e altre in cui arriva anche a €600, senza che questo comporti la perdita dello stato di disoccupazione.

È, sempre, bene controllare il sito della propria regione e le normative vigenti per avere informazioni in più. Oppure, ancora meglio, rivolgersi all’ente promotore e lasciarsi guidare da professionisti.

Certo è che se l’azienda chiede più di quanto previsto nell’accordo preventivo, lo stagista non è tenuto a svolgere mansioni o orari in eccedenza.