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Il colloquio motivazionale

colloquio motivazionale
4 Febbraio 2022

La fase di ricerca e colloqui con le aziende ha diverse fasi. Dall’esaminare le varie offerte di lavoro al mettere a punto curriculum efficaci e una lettera motivazionale ben scritta, se si desidera un lavoro adatto alle proprie capacità non bisogna tralasciare nulla. Se si ha davvero la volontà di cambiare lavoro o trovare una prima occupazione, ogni dettaglio dell’azienda a cui si è interessati sarà esaminato.

Di contro i recruiter, dopo aver avuto un primo colloquio con voi e avervi giudicato interessanti, potrebbero sentire l’esigenza di chiamarvi per un secondo incontro: il colloquio motivazionale.

Ma come affrontare un colloquio motivazionale? Cosa dire? Quali sono le domande colloquio motivazionale?

Scopriamolo in questo nuovo articolo di 360 Forma dedicato al mondo del lavoro.

Cos’è il colloquio motivazionale?

Il colloquio motivazionale è un incontro, richiesto dai recruiter al candidato, per sondare la vera motivazione che spinge lo stesso a voler entrare in azienda.

Questo metodo è utilizzato per scartare chi ha scarsa motivazione e potrebbe lasciare il posto di lavoro alla prima difficoltà. Ciò genererebbe disagio in termini economici e di tempo al titolare dell’azienda e, di conseguenza, al team operativo.

Sicuramente in questa fase è necessario presentarsi al meglio, conoscendo tutto sull’azienda. È bene, quindi, informarsi sulle esigenze del posto di lavoro, sul TOV aziendale e sull’outfit dei (si spera) futuri colleghi.

Controllare, quindi, la pagina dedicata al team nel sito internet aziendale ed adeguarsi nello stile per i colloqui con le risorse umane.

Quali sono le domande colloquio motivazionale?

Come già detto, le domande verteranno tutte per sondare la motivazione del candidato ad ottenere quel determinato posto di lavoro.

Evitare, quindi, caldamente di parlare di soldi: è vero, si lavora anche per il compenso economico, ma è maleducazione e poco professionale portare avanti l’argomento come interesse primario.

Solitamente, le domande poste durante il colloquio sono:

  • Perché vuoi lavorare per questa azienda? Spiega, in maniera diretta e senza giri di parole, i motivi che ti spingono a volere quel posto di lavoro. Parla di crescita professionale o nuovi obiettivi ad esempio.
  • Elenca i tuoi pregi e difetti. Questa è una domanda molto particolare che dirà molto di voi al recruiter. Dire che non si hanno difetti non è credibile, quindi è bene indagare su quei punti deboli che non sono necessari in azienda. Per i pregi, scegliere qualcosa che si addice alla posizione lavorativa desiderata. Non è un bene portare avanti, come difetto, la timidezza se si è interessati a un lavoro a contatto col pubblico.
  • Cosa ti spinge a lasciare il tuo vecchio lavoro? Questa è un’altra domanda abbastanza delicata. Non parlare mai male del tuo vecchio lavoro o colleghi, non sta bene. Piuttosto, porta avanti il desiderio di voler crescere professionalmente in un’altra azienda e che, grazie al nuovo lavoro, potrai crescere esponenzialmente e migliorare le tue skill.

Il colloquio motivazionale servirà anche a voi stessi per capire bene se siete interessati o meno a quella posizione. Siate tranquilli, presentatevi 5 minuti prima sul luogo dell’incontro e ricordate che davanti avete un essere umano e non una macchina.

La sicurezza e l’empatia sono la chiave del successo, in ogni ambito.